Turismo

TURISMO

I consumi di energia nel settore terziario, rappresentano circa l’11 per cento dei consumi totali di energia primaria del nostro Paese. Di questi consumi circa un quarto sono da attribuire al settore ricettivo, cioè ad alberghi, ristoranti e bar, i quali utilizzano combustibili fossili ed energia elettrica principalmente per le loro esigenze di climatizzazione degli edifici, di produzione di acqua calda sanitaria e di alimentazione di apparecchiature domestiche professionali (apparecchi di cottura, di refrigerazione, di lavaggio, eccetera). Vista la rilevante quota di energia consumata, il settore ricettivo merita attenta considerazione nell’ambito degli sforzi in corso in Italia e in Europa per la riduzione dei consumi energetici, per il miglioramento dell’efficienza e per la conseguente riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Recenti studi dimostrano che il consumo energetico per presenza nel settore alberghiero italiano è quattro volte superiore ai consumi giornalieri per abitante del comparto civile. Mettendo in pratica comportamenti virtuosi nella gestione quotidiana delle attività ricettive, si possono ipotizzare notevoli risparmi di energia elettrica e termica. A questa quota risparmiata, attraverso l’adozione di buone pratiche comportamentali, si deve poi aggiungere quella evitata attraverso interventi infrastrutturali sul complesso edilizio che ospita le varie forme di ricettività.

In questo contesto sono nati e continuano a svilupparsi dei modelli di certificazione in grado di attestare l’attenta gestione ambientale di una struttura turistica e in grado di richiamare, con sempre maggiore interesse, quei clienti che premiano e mettono tra le preferenze di meta, quelle organizzazioni (alberghi, campeggi ecc.) che si mobilitano in prima persona per preservare l’ambiente, ridurre l’inquinamento e salvaguardare le risorse tra cui quella energetica. Nel 2003 ad esempio la Comunità Europea ha inoltre allargato anche al settore turistico il marchio Ecolabel che viene attribuito a prodotti/sevizi che dimostrano di avere un ridotto impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita; inoltre con la Direttiva sul Rendimento Energetico in Edilizia, (Energy Buildings Performance Directive 2010/31/EU del 19 Maggio 2010) l’obiettivo del ‘nearly zero carbon‘, cioè emissioni di CO2 vicino allo zero entro il 2020 per i nuovi edifici del settore privato, è ragionevole supporre che anche gli edifici esistenti del settore ricettivo debbano condividere questo obiettivo.

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