Tessile, Legno e Carta

TESSILE

Il settore tessile pur non essendo uno dei settori a maggiore intensità energetica del comparto manifatturiero è tuttavia uno dei più rilevanti per numero di occupati e di imprese ed ha alcune sue fasi nelle quali il costo dell’energia assume proporzioni importanti rispetto al fatturato (che in aziende mono lavorazione possano avere una incidenza del costo dell’energia prossima al 30% del fatturato).

Una delle caratteristiche di questo settore è la specializzazione e frammentazione del ciclo produttivo: questo comporta da un lato un’ampia flessibilità, ma dall’altro una difficoltà nell’ottimizzazione del ciclo produttivo stesso che si trova spesso a lavorare su lotti di piccole dimensioni e su prodotti con caratteristiche diverse.

Trattandosi di imprese per lo più di piccola dimensione e con margini molto ristretti, una variazione dei costi e dei consumi energetici può avere effetti importanti per la sopravvivenza stessa dell’azienda. Da un punto di vista energetico, spesso la medesima tipologia di azienda è caratterizzata da consumi in prevalenza o elettrici o termici; quando esiste la compresenza di entrambi, non sempre si ha una sovrapposizione dei fabbisogni, e questo rende complessa l’applicazione di azioni di risparmio basate sulla cogenerazione.

Al contrario, buone percentuali di risparmio si possono ottenere considerando di agire sulle tecnologie cross-cutting (aria compressa, ventilazioni, illuminazione, generatori di calore/vapore, pompaggi, ecc), che spesso raggiungono anche valori del 30-40% dei consumi globali.

LEGNO

La filiera nazionale del legno-arredo nel suo complesso, grazie all’efficacia dell’industria del mobile, garantisce un saldo commerciale positivo nonostante la dipendenza dall’estero di materie prime legnose. Con il 15% delle imprese è il secondo settore dell’industria manifatturiera italiana e il volume d’affari complessivo è superiore a 30 miliardi di €. Il macro settore legno-arredo comprende:

  • la prima e seconda trasformazione del legno: produzioni di semilavorati per l’edilizia e finitura di interni (porte, finestre, pavimenti in legno, ecc.);
  • tutti i materiali di base, semilavorati e componenti per l’industria del mobile e per l’arredamento (industria del mobile).

Le imprese di prima trasformazione, per la maggioranza microimprese individuali o a carattere familiare, operano principalmente nel settore delle produzioni della carpenteria, del pannello, degli imballaggi in legno e nella commercializzazioni di prodotti semilavorati.

Tra le imprese di seconda trasformazione ad alto livello di specializzazione dei processi produttivi e dei prodotti, le falegnamerie e la carpenterie sono quelle maggiormente rappresentate come numero di imprese. Dalla lavorazione dei prodotti semilavorati le imprese del settore, concentrate nelle industrializzate zone di pianura, lavorano per la produzione di mobili in legno, pannelli e prodotti finiti per l’industria meccanica e manifatturiera.

Complessivamente le imprese presenti sono circa 80.000 con un numero di addetti di poco superiore alle 500.000 unità. La produzione è concentrata essenzialmente nei 5 distretti nazionali: Brianza, Triveneto, Emilia Romagna, Toscana-Marche, Bari.

Dal punto di vista energetico emerge il ruolo ricoperto dall’energia elettrica, utilizzata dalle aziende sia per processi produttivi che per i servizi generali (luce, aria compressa, aspirazione polveri ecc). Anche la spesa energetica è fortemente determinata dall’approvvigionamento dell’energia elettrica che rappresenta circa l’80% del totale.

CARTA

Il settore cartario è uno dei settori a maggiore intensità energetica dell’intero comparto manifatturiero sia per quanto riguarda l’utilizzo dell’energia elettrica sia per l’utilizzo di gas naturale. Il consumo di gas naturale nel 2013 si è attestato a 2,4 miliardi di metri cubi su base annua, che costituiscono circa il 15% del consumo industriale nazionale. Il consumo di energia elettrica è stato di poco superiore ai 7 miliardi di kWh di cui oltre il 50% autoprodotti in cogenerazione.

Ne consegue che in cartiera la voce del costo di approvvigionamento energetico, e del gas naturale in particolare, rappresenta una delle prime voci con un’incidenza pari a circa il 20% del costo di produzione. L’industria cartaria è annoverata tra i settori “energy intensive” e il miglioramento dell’efficienza energetica in tutte le fasi del processo produttivo ha costituito sempre un obiettivo prioritario.

Inoltre, il processo di produzione della carta ha la caratteristica di richiedere in continuo e in simultanea energia elettrica e termica per cui la tecnologia della cogenerazione è ampiamente diffusa e ha permesso di ottenere elevati rendimenti di conversione dell’energia dei combustibili rispetto alle tecnologie tradizionali, con effetti positivi in termini di risparmio di energia primaria e di riduzione di emissioni di CO2.

Malgrado ciò, la diffusione della cogenerazione nel settore cartario ha ancora oggi un ampio margine di espansione, sebbene fortemente condizionato dall’incertezza normativa e dalla scarsa concorrenza nel mercato del gas che comporta prezzi di approvvigionamento nettamente superiori agli altri paesi europei.

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